Piave DOP

Nato dall'esperienza dei mastri casari locali, è ancora oggi prodotto nel rispetto delle metodologie tradizionali.
Grazie alla lavorazione e alla qualità delle materie prime utilizzate, da maggio 2010 il formaggio Piave, il più famoso dei formaggi tipici bellunesi, ha ottenuto la Denominazione di Origine Protetta (DOP).
Dal sapore dolce ed intenso, che si intensifica con l’avanzare della stagionatura, è proposto nelle stagionature Fresco, Mezzano, Vecchio e Vecchio Oro del Tempo.
Piave DOP

DOP
Denominazione D'origine Protetta

DETTAGLI:
  • Peso medio della forma: 6-7 Kg
  • Diametro: 31-33 cm
  • Altezza: 7-9 cm
  • Ingredienti: latte, sale, caglio. Crosta non edibile

STAGIONATURA:

  • Fresco: da 20 a 60 giorni
  • Mezzano: da 60 a 180 giorni
  • Vecchio: oltre 6 mesi
  • Vecchio Oro del Tempo: oltre 12 mesi

VALORI NUTRIZIONALI (PER 100 GR.):

(Valori riferiti al Piave Vecchio)
  • Energia: 1846 kJ/445 kcal
  • Grassi: 36 g 
  • di cui saturi: 25 g
  • Carboidrati: 0 g 
  • di cui zuccheri: 0 g
  • Proteine: 29 g
  • Sale: 1,9g

Il Piave è prodotto con latte bovino intero pastorizzato raccolto esclusivamente nelle vallate bellunesi da razze tipiche della zona di produzione, tra cui è prevalente la Bruna Italiana, alimentate con foraggio locale ricco di inflorescenze che gli attribuiscono particolari caratteristiche organolettiche.
Il processo di produzione del formaggio si è evoluto nel corso del tempo e oggi, grazie ad una maggiore automatizzazione, si possono garantire elevati standard qualitativi senza compromettere la tipicità del prodotto frutto dell’esperienza artigianale.

Agriform propone le seguenti stagionature:
  • Piave fresco: da 20 a 60 giorni
  • Piave Mezzano: da 61 a 180 giorni
  • Piave Vecchio: oltre 6 mesi
  • Piave Vecchio ORO DEL TEMPO: oltre 12 mesi

Prendendo il proprio nome dall’omonimo fiume, il Piave nasce ai piedi delle cime dolomitiche tra boschi e vallate ricche di pascoli, un ambiente duro e roccioso da secoli vocato all’allevamento del bestiame da latte.
Con il declino della Serenissima Repubblica di Venezia, che al tempo controllava gran parte del territorio, è venuto meno anche lo sfruttamento intensivo dei boschi e la fragile economia bellunese fu messa a dura prova. L’alternativa produttiva più naturale e valida che salvò la popolazione nei periodi più critici, si rivelò essere l’allevamento del bestiame da latte, in particolare bovine della razza Bruna, da parte dei piccoli proprietari terrieri di montagna e dei mezzadri di fondovalle.
Nel 1872 in una vallata bellunese, su iniziativa del parroco Antonio dalla Lucia, sorse la prima latteria sociale cooperativa del Regno d’Italia. Chiamata nel dialetto locale Kasèl (che stava ad indicare casello), comunemente latteria “turnaria”, offriva la possibilità agli allevatori della zona di lavorare “a turno” il proprio latte per ricavarne preziosi prodotti caseari. Una nuova forma di gestione solidale delle poche risorse date dall’allevamento del bestiame da latte che contribuì a creare le basi della tradizione lattiero casearia del bellunese.
Dopo di essa ne nacquero delle altre, sempre più grandi ed organizzate, allo scopo di trasformare l’abbondante latte prodotto in zona in burro, formaggi freschi e formaggi stagionati. Ad affiancare queste realtà cooperative, continuava l’attività delle storiche malghe (dette maiolere), le vere e proprie depositarie della ricca tradizione casearia bellunese.
È proprio grazie a queste malghe che, nei secoli, è stata tramandata l’arte di produrre il formaggio tipico locale. Tuttavia, per arrivare al nome definitivo “Piave” fu necessario attendere fino al 1960; nel 2010, il formaggio conquista la denominazione di origine controllata (D.O.P).

Il formaggio Piave viene prodotto esclusivamente nella provincia di Belluno, situata nella parte più settentrionale del Veneto e incuneata tra il Trentino Alto Adige ed il Fiuli. È in questa zona, dominata dalle famose e suggestive cime dolomitiche, che scorre il leggendario fiume Piave: dalla sua sorgente sul Monte Peralba nella parte più settentrionale della provincia e passando per il Cadore e il Feltrino, incontra la pianura ai piedi delle prealpi venete. 

Il formaggio Piave raggiunge la sua massima espressione dopo una stagionatura di almeno 12 mesi cioè quando la struttura diventa friabile ed il gusto pieno e assolutamente unico. La sua peculiarità è quella di rimanere sempre dolce, mai piccante e di aver un gusto fruttato e molto intenso, caratteristico delle stagionature più avanzate, con una forte persistenza al palato.
Ottimo nelle ricette classiche della cucina bellunese oppure quale ingrediente di base di raffinati primi piatti. Si accompagna con vini rossi robusti della zona come il Raboso del Piave. 

Si presta al meglio alle ricette classiche della tradizione culinaria bellunese, ma è adatto anche per raffinati piatti della cucina italiana.

Fresco è ottimo come formaggio da tavola, impanato o fuso per insaporire golosamente verdure e polenta. Si consiglia l’abbinamento a vini bianchi giovani e leggeri.

Mezzano è perfetto da gustare al naturale oppure tagliato a listarelle per arricchire gustose insalate o primi piatti. Si abbina a vini bianchi di buon corpo o rossi giovani.

Vecchio Oro del Tempo è ottimo grattugiato sui primi piatti oppure a scaglie con l’aperitivo. Delizioso se accompagnato da composte di frutta. E’ ottimo servito con vini rossi strutturati. Eccellente da gustare in abbinamento con noci e pere, accompagnato con un vino Malvasia passito.
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